SOTTO SAN PIETROBURGO

di Kristina Aliberti

In uno dei molti viaggi in Russia ho avuto modo di visitare San Pietroburgo, città romantica, poetica, artistica, che ha un qualcosa che altre non hanno, è un misto fra una metropoli e una piccola cittadina, è frenetica e caotica ma anche lenta e contemplativa. Ho avuto la fortuna di viverla come se vivessi lì abitualmente, abitavo a casa di un parente e mi spostavo in metropolitana. La mia visita non è stata lunga, però è stata particolarmente intensa, una full immersion in una realtà diversa da quella che sono abituata a vivere. Continua a leggere “SOTTO SAN PIETROBURGO”

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QUANDO VAI IN RUSSIA LA PRIMA VOLTA…

di Kristina Aliberti

Esci dall’aereo e tutto sembra normale, come al solito, del resto se sei abituato a viaggiare dopo un po’ gli aeroporti sembrano tutti uguali, i voli sono un’abitudine e la tanta gente sembra sempre la stessa, eppure se non hai mai studiato russo questa volta c’è una differenza: le scritte sono in cirillico e non ci capisci assolutamente nulla.

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La dacia in Russia

di Kristina Aliberti

Una delle cose sicuramente più importanti per un russo è la sua dacia, non la macchina, ma la casa.

La dacia è una casetta con terreno situata in un piccolo villaggio di costruzioni simili, il tutto fuori città, immerso nella natura.

La dacia è una tradizione in Russia: qualcuno coltiva i propri prodotti, qualcuno la usa per i propri hobby, per rilassarsi e fare grigliate, qualcuno per entrambe le cose. Continua a leggere “La dacia in Russia”

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L’IMPORTANZA DEL TÉ

di Kristina Aliberti

Possiamo trovare una grande analogia tra i russi e gli italiani: la passione per qualcosa da bere, l’unica differenza è proprio la cosa da bere. Noi amiamo il caffè, i russi amano il tè.
Lo bevono sempre, dalla mattina alla sera e dappertutto, soprattutto a lavorare, come se li aiutasse a concentrarsi.

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GLI UOMINI SONO COME LE ARANCE (Un racconto morale)

di Giacomo Rossi

La mamma di Jim ripeteva sempre al piccolo Jim che un giorno avrebbe trovato la sua strada, bastava soltanto che avesse un po’ di pazienza e che non fosse troppo egoista nei confronti degli altri, tutto lì. Ma il piccolo Jim aveva solo otto anni, era troppo piccolo per queste cose. Le sue uniche preoccupazioni erano correre su un bel prato o ricevere in regalo un giocattolo nuovo.

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VICOLO SCALETTA UNO

di Alessandro Di Nuzzo

Vicolo Scaletta è dove stiamo noi fisicamente.
Il numero 1 è anche l’ultimo della via. Non risultano esserci altri portoni, qui.
Il nostro padrone di casa sta all’ultimo piano, è appassionato di volo amatoriale. Non c’è mai, è sempre all’aeroporto a provare manovre con il suo Piper. Ha quarant’anni, e vuole conseguire presto il brevetto di pilota acrobatico, “prima di invecchiare”, dice.

Abbiamo due simpatiche signore anziane come vicine di pianerottolo, a destra e a sinistra. Entrambe sole. Cominciano presto a fare da mangiare, verso le otto di mattina. La loro televisione non ci da’ fastidio, in effetti la guardano meno di quanto ci aspettassimo.

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