Settembre: come ricominciare?

di Kristina Aliberti

Come vivo settembre? Mi sono svegliata stamattina guardando la data di oggi, 2 settembre, mi è preso quasi un colpo. Mi pareva il momento giusto per cominciare a riflettere sul come ricominciare. Ho steso la lista degli obiettivi da raggiungere, degli impegni da rispettare e delle scadenze da portare a termine e mi sono sentita pervasa da una certa ansia per tutte quelle cose da fare. Continua a leggere “Settembre: come ricominciare?”

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Phubbing, quando l’amante è il telefono.

di Kristina Aliberti

Nel 2012 l’università di Sidney conia ufficialmente il termine “phubbing”, che si è poi diffuso in tutto il mondo. Ma cosa vuol dire phubbing? Questa strana parola è data dall’associazione di due parole: phone e snubbing (snobbare) e, come si può già intuire, significa snobbare qualcuno attraverso l’uso del cellulare. Più in generale il phubbing consiste nell’azione di usare il telefono o un’altra apparecchiatura tecnologica mentre si è insieme con una o più persone, magari mentre si sta parlando o mangiando, facendo sentire così l’altra persona poco interessante agli occhi di chi controlla sempre il cellulare. Questo comportamento, che sono sicura ognuno di noi abbia avuto almeno una volta nella vita, anche senza farlo apposta, va a ledere la qualità delle relazioni in maniera anche significativa. Che sia una relazione amorosa, fra amici, con la famiglia o tra colleghi, il phubbing è come un veleno che si insinua piano piano, finché, se non si usa l’antidoto, uccide. Continua a leggere “Phubbing, quando l’amante è il telefono.”

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Bodypositive, bodyconfidence, love yourself… Spieghiamoci meglio.

di Kristina Aliberti

Negli ultimi anni ognuno di noi almeno una volta ha sentito queste parole, ultimamente infatti c’è la voglia da parte delle donne di far fiorire la propria bellezza naturale, senza nascondersi. Già perché per anni le donne si sono sentite legate a un canone di bellezza, da sempre. Canoni che negli anni sono cambiati, fino a diventare addirittura opposti rispetto a quelli di tanto tempo fa. Negli anni ‘60 la donna doveva essere formosa, con delle belle curve, mentre negli anni ‘80 più era asciutta e meglio era, adesso sinceramente faccio fatica a capirlo, ma sembrerebbe magra e con un lato B abbastanza prosperoso. Però quello che non va bene è che si è sempre legati a un canone e non ci si azzecca mai, sì perché anche se rientri nel canone dopo non vai bene perché magari sei troppo finta… Già, non è facile. Ma la domanda che mi sorge spontanea è: perché non essere semplicemente quello che siamo e quello che vogliamo essere? Non è facile, perché si vuole sempre essere accettati dagli altri, ma la vera sfida secondo me non è essere accettati dagli altri, ma da se stessi. Continua a leggere “Bodypositive, bodyconfidence, love yourself… Spieghiamoci meglio.”

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Karate: cosa c’è dietro al kimono e alla cintura.

di Kristina Aliberti

Quando sentiamo parlare di karate ci vengono subito in mente i famosissimi film della serie “Karate Kid”, i super maestri giapponesi e gente che spacca tavolette, ecco l’ultimo è uno stereotipo al giorno d’oggi, ma davvero pochi conoscono che cosa sia davvero questa arte marziale. Scrivo questo articolo da praticante, agonista e vera appassionata di karate, cercando di trasmettere almeno un briciolo della passione che nutro verso questa arte marziale, nella speranza di suscitare la vostra curiosità. Vorrei partire dicendo che chiunque, davvero chiunque, può praticare karate, a qualsiasi età, con qualsiasi interesse e obiettivo in testa: da chi vuole imparare a difendersi a chi vuole diventare campione del mondo. Continua a leggere “Karate: cosa c’è dietro al kimono e alla cintura.”

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Riflessione per l’estate: voglio fare qualcosa di utile.

di Kristina Aliberti

Recentemente ho fatto questa riflessione, cioè che ognuno di noi vuole fare qualcosa di bello della propria vita ed essere felice. Quante volte ci ripetiamo la frase “voglio fare qualcosa di utile della mia vita”? Ma soprattutto, quante volte non lo facciamo mai? E domanda ancora più importante: cosa vuol dire “utile alla propria vita”? Soprattutto nella società odierna, ma sono convinta anche prima, l’uomo non fa mai niente per niente. Ogni cosa deve essere utile a qualcosa. Ogni azione deve portare dei frutti e se non ne porta vuol dire che tale azione è da eliminare. È una cosa positiva o negativa?

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Recensione del libro “The Miracle Morning” di Hal Elrod

di Kristina Aliberti

Un pomeriggio vagavo distrattamente su Instagram e mi sono imbattuta in una pagina che riassumeva in un post il contenuto fondamentale di “The Miracle Morning”, ovvero svegliarsi presto per dedicare del tempo a coltivare una vita da 10 e lode. Dato che non ho mai amato la sveglia, mi sono incuriosita e ho cercato il libro su Google. Dopo aver letto l’anteprima, rimasi subito molto colpita. Riassumendo in breve, Hal Elrod, autore del libro, parte dal presupposto che per avere una vita da 10 e lode, anche lo spirito dev’essere da 10 e lode, e spesso, tra tutti gli impegni giornalieri, non si riesce a dedicare molto tempo all’accrescimento personale, quindi il momento migliore è proprio la mattina. Continua a leggere “Recensione del libro “The Miracle Morning” di Hal Elrod”

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Premio Fotografico Internazionale Jema – Cerchiamo la purezza

 

Jema by Gerardo Cesari e Compagnia Editoriale Aliberti presentano la prima edizione del “Premio fotografico Internazionale Jema – Cerchiamo la purezza”.
Il Premio si rivolge a fotografi, esordienti e noti, di qualsiasi nazionalità, che presentino un’opera fotografica che sia per loro immagine di purezza.

Il Premio si divide in due sezioni: PROFESSIONISTI e OPEN, a cui si aggiunge una speciale menzione editoriale.

Fra i membri della Giuria, scelta per la selezione del vincitore della sezione Professionisti, diversi nomi importanti a partire da quello del famoso fotografo e maestro del colore Franco Fontana; fra i giurati troviamo inoltre la fotografa Silvia Camporesi, il noto instagramer Simone Bramante aka Brahmino, l’editor Andrea Delmonte, per Aliberti il direttore editoriale Alessandro Di Nuzzo e per Gerardo Cesari l’hospitality manager Viviana Nella Stagni.

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“A libro aperto” di Massimo Recalcati: “Raccontare i libri che abbiamo amato significa raccontare la nostra vita”

di Francesco Aliberti

Intorno a questa idea forte ruota il volume di Recalcati, che tenta di rispondere a domande basilari: cosa significa leggere e qual è il mistero dell’esperienza della lettura come incontro. Un incontro fortunato, in cui “il lettore trova nelle pagine anche pezzi di sé stesso”.

“Ogni tanto penso che l’80% delle persone che hanno fatto il 90% dei pensieri che sono qui, sono morte. Ci sono i libri di Tolstoj, ma lui non è qui”, dice Daniel, scrittore in crisi, alla sua amante Jules, nel quarto episodio (il più bello, sceneggiato da Matthew Weiner, creatore di “Mad Men”) della serie “The Romanoffs”, ora su Amazon prime. E Jules risponde: “Nessuno di noi sarà qui. Ma alcuni lasciano qualcosa di più. Nel frattempo daresti qualsiasi cosa per essere Tolstoj”.

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Vladimir Vladimirovič Nabokov, ripubblicate le sue “Lezioni di letteratura”: “Attenti al mostro del senso comune!”

di Francesco Aliberti

L’attenzione al senso comune, l’ottusa dittatura della correctness, del buon senso, come ha notato anche Nanni Delbecchi sul nostro giornale a proposito dello stesso saggio, sono proprie dello scrittore di second’ordine. Benediciamo gli scrittori “diversi”, dunque. Coloro che hanno il coraggio di sparare ad alzo zero contro il senso comune e quelli che se ne fregano se il loro romanzo venderà, come Sacha Naspini che ha scritto “Le case del malcontento”

 

 

 

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Eleonora Giovanardi, da Zalone al teatro con Gogol: “Sto scrivendo un libro con un monologo dedicato a Checco, che mi ha cambiato la vita”

di Francesco Aliberti

Eleonora Giovanardi starebbe bene nel saggio Il paradosso dell’attore di Denis Diderot, come esempio di attrice per cui il solo talento non basta a far la differenza, ma richiede soprattutto studio, disciplina, razionalità e l’inevitabile immissione della cultura e della tecnica. Una laurea in Comunicazione con indirizzo semiotico col massimo dei voti all’Università di Bologna – magna cum laude – anni al conservatorio Achille Peri di Reggio Emilia (“violino, lo strumento più masochista che esista”), la passione per la pittura e infine una carriera solida come attrice cominciata presto nei teatri emiliani dell’ERT. Quando parlando s’infiamma, si percepisce lievemente la cadenza reggiana. A battute ispirate alla saggezza pop emiliana (“ho solide radici in questa terra”), alterna citazioni dalla filosofia di Jacques Lacan e dalla immaginifica e anticipatrice visione del mondo di quel genio di David Foster Wallace, che sta ancora rileggendo. Al cinema quest’anno ha giudicato bellissimo  Il sacrifico del cervo sacro di Yorgos Lanthimos e a teatro ha visto, per la sesta volta, Shakespeare, il Riccardo III dello Schaubühne di Berlino: “quanto è bello il teatro bello!”.

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