Dài, dài, dài – Francesco Pannofino con Roberto Corradi

 

La vita a ca**o di cane 

Con un’intervista a Lorenzo Mieli 

 

 

Dài, dài, dài! Chi non conosce, per esserne un fan o anche solo per averne sentito parlare, il “mitico” Boris, la fiction televisiva arrivata ora alla quarta serie che ha fatto scompisciare dalle risate milioni di spettatori con le sue frasi-culto? E chi non conosce la faccia dell’ineffabile René Ferretti, il regista de Gli occhi del cuore, un mix assoluto di cinismo, presunzione, volgarità sotto cui si nasconde in realtà un animo buono? Lui, René, nella realtà si chiama Francesco Pannofino. Per molti anni è stato quasi solo una voce. Grazie al successo della fiction è diventato un volto. Questo libro racconta la sua vita, normale e straordinaria al tempo stesso. Dietro la consolle del doppiaggio Pannofino ha dato la voce a George Clooney, Denzel Washington, Antonio Banderas, Tom Hanks, Wesley Snipes e molti altri. Scusate se è poco. Poi è arrivato il successo de visu. Ma Pannofino nella vita è quanto di più lontano dal “trucido” René. È una persona sorprendente e semplice, nel senso migliore del termine. Lo scoprirà il lettore di questo libro scritto in dialogo con Roberto Corradi: una lunga serie di incontri, vicende, occasioni e vicissitudini. Come quella di abitare in via Fani a Roma, proprio dove rapirono Aldo Moro, e di essere lì esattamente in quel momento…

 

 

Francesco Pannofino (1958) è uno degli attori e doppiatori più amati d’Italia.

Roberto Corradi (1976), autore per il teatro e la tv, ha lavorato a Il ruggito del coniglio e ha diretto l’inserto satirico del «il Fatto Quotidiano».

 

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Óra – Giovanni Lindo Ferretti

 

difendi conserva prega 

 

 

Credo il pregare un ragionevole atto, intimo e sociale. Di valenza cosmica.

Credo la preghiera fortezza pura, vivificante e il tempo del pregare un tempo eterno.

Sto invecchiando 1953/2022
il corpo non mente, obbliga riguardi
e cure, lo spirito ancora strappa
velleitario preda di entusiasmi poi
insostenibili. Tendo al selvatico,
solitario, all’ombra di una casa
venerabile dimora, in sintonia col
variare delle stagioni, sensibile alla
presenza animale

le cose visibili ed invisibili

attento all’accadere: un sempre più
rapido mutare. Non ho più alcun
interesse per il racconto che il mondo
fa di sé tra vacuità e tornaconti da
poco.

Sono residuale, in attesa di non so che.
Ho fatta mia la triade dell’ultimo
Pasolini poeta

difendi conserva prega

 

Giovanni Lindo Ferretti (Cerreto Alpi, 1953), già CCCP-Fedeli alla linea, CSI, PGR. Oggi libero cantore. Ha pubblicato Reduce, Bella gente d’Appennino, Barbarico e Non invano.

 

 

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Giorgia on my mind – Claudio Sabelli Fioretti dialoghi con GIORGIA MELONI

 

Le parole della leader della destra italiana

 

 

 

«Salvini è più a destra di te.»
«Nessuno è più a destra di me.»

Giorgia Meloni si sottopone a quella vera e propria “macchina della verità” che è un’intervista con Claudio Sabelli Fioretti.

Il libro si apre con la prima intervista rilasciata a Fioretti nel 2006 dalla leader della destra italiana, quando era agli inizi della sua ascesa politica. Continua con una lunga conversazione del 2019, quando la Meloni è già consacrata come nuova guida del centrodestra, sorpassando Salvini e Berlusconi.
Arricchiscono il tutto un’analisi dell’autore sulla Meloni di oggi, candidata premier alla vigilia delle elezioni; un puntuale commento “sabelliano” alle frasi salienti delle interviste; infine, una scheda biografica essenziale per capire il profilo politico e umano del personaggio.
Chi è veramente Giorgia Meloni? Dal fuoco di fila delle domande di Sabelli Fioretti esce un autoritratto sorprendente, che stupirà e farà discutere ancora di più. La penna del giornalista più caustico e spregiudicato d’Italia, come sempre, non si piega a nessuna piaggeria. E, pur partendo da idee diametralmente opposte, conduce un dialogo scevro da pregiudizi, affrontando le questioni politiche (la Meloni ha davvero superato il fascismo?) ma anche i risvolti più personali, sentimentali, morali.
Un libro indispensabile, che non si esau­risce con la fine della competizione elettorale, ma che servirà a comprendere i passi futuri della leader politica e il destino del Paese.

 

 

Claudio Sabelli Fioretti è stato direttore di «Abc», «Panorama Mese», «Sette», «Cuore», «Gente Viaggi». Ha lavorato per «la Repubblica», «Tempo Illustrato», «L’Europeo», «Il Secolo xix». Editorialista per «Io Donna» e autore di numerosi libri, collabora con «il Fatto Quotidiano».

 

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Fino all’ultimo giorno della mia vita – Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio

 

In memoria di Paolo

 

 

Salvatore Borsellino racconta i ricordi di una vita al giornalista Benny Calasanzio, con il quale condivide il dolore di essere parenti di vittime di mafia. Una vita iniziata sotto le bombe degli Alleati nella Palermo del 1942, poi sconvolta dall’autobomba che causò la strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Dall’infanzia felice trascorsa con il fratello Paolo e le sorelle Adele e Rita alla Kalsa, un quartiere oggi completamente trasformato, agli anni dell’università e poi il trasferimento nel Nord Italia. Mentre Paolo diventa un personaggio pubblico per il suo impegno contro la mafia, Salvatore fa carriera come ingegnere elettronico; i due fratelli percorrono strade diverse, che torneranno a unirsi con il più tragico degli eventi. Da quella domenica d’estate Salvatore si fa carico della memoria del fratello, che diffonde in ogni angolo d’Italia.

 

 

 

Salvatore Borsellino (Palermo, 1942) è un ingegnere e attivista italiano, fratello minore del magistrato Paolo Borsellino. Nel 2009 promuove, in collaborazione con il Comitato Cittadino Antimafia “19 Luglio 2009”, la prima Marcia delle Agende Rosse da cui nascerà il “movimento delle Agende Rosse”.

Benny Calasanzio (Castelvetrano, 1985) è giornalista, blogger e scrittore. Ha collaborato con «il Fatto Quotidiano» e numerose testate online come «MicroMega» e «Cadoinpiedi». Ha pubblicato Sotto Processo (2010) e Mafia SpA (2011) e Capitano Ultimo (2012).

 

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La mafia non è una cosa da adulti – Stefano Baudino

 

Da Falcone e Borsellino agli intrecci fra mafia e Stato: trent’anni di lotta raccontata ai ragazzi

Con un contributo di Salvatore Borsellino

 

 

«Un giorno, parlando della mia attività di scrittore sulle vicende di mafia, un mio amico mi chiese: “Ma per quale motivo ti stai occupando di cose da adulti?”».
Stefano Baudino, classe 1994, si occupa di mafia sin dai tempi del liceo. Oggi va lui nelle scuole, a parlarne ai giovani delle ultime generazioni.
Per Baudino la mafia non è una cosa da adulti. Al contrario. La mafia la devono, la possono capire anche i ragazzi e le ragazze di oggi. La storia di Cosa nostra, le sue strutture, i suoi codici. Falcone e Borsellino (il libro contiene un’intervista toccante al fratello di quest’ultimo, Salvatore); il maxi-processo, le stragi del ’92. Fino alla trattativa Stato-mafia, che questo libro affronta senza reticenze: perché è ai giovani prima di tutto che bisogna dire la verità, se si vuole che questo Paese diventi migliore, un Paese finalmente adulto.

 

 

Stefano Baudino (Torino, 1994), è laureato in Mass Media e Politica all’Università di Bologna. Scrive per «Antimafia Duemila», «L’Indipendente» e «il Fatto Quotidiano» ed è autore di Fuori di Gabbia (2017) e La Repubblica Punciuta (2018). Collaboratore nelle scuole e nelle università con un modulo didattico su Cosa nostra, è coordinatore della sezione forlivese del Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino. Nel 2021 l’Università di Bologna gli ha conferito una menzione al merito per l’impegno civile e nel 2022 la Fondazione Italia-usa gli ha assegnato il “Premio America Giovani” al talento universitario.

 

 

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Essere Chiara Ferragni – Federico Mello

 

Prefazione di Massimiliano Panarari

 

 

Questa non è solo la storia di Chiara Ferragni.
Nelle pagine di questo libro c’è un’analisi critica, con luci e ombre, che non fa sconti.
Un racconto di come si diventa imprenditori digitali di successo. Di come, dal nulla di una pagina Instagram personale, si può arrivare a influenzare gli indici di borsa con un post.

«Questo libro scritto da Federico Mello, giornalista appassionato e impegnato, romanziere e pioniere dello studio dei trend e dei fenomeni collettivi derivanti dai social media, è un lavoro molto documentato, che illustra a 360 gradi le multiformi attività di “Chiara” – The Blonde Salad, mettendo in campo una chiave analitica di grande interesse: quella della “mutazione antropologica”».
Massimiliano Panarari

 

 

Federico Mello, giornalista del giornale Radio Rai, ha lavorato per quotidiani e settimanali, come autore televisivo (Ballarò) e radiofonico (Un giorno da pecora). Con grande seguito sui social, ha pubblicato: L’Italia spiegata a mio nonno(Mondadori, 2007); Il lato oscuro delle stelle (Imprimatur, 2013); La viralità del male (Baldini & Castoldi, 2017); Il lato oscuro di Facebook (Imprimatur, 2018); Compagni! Il romanzo del congresso di Livorno (UTET, 2021).

 

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I cantastorie di Marrakech – Tahar Ben Jelloun, Marco Alloni

Dialogo sulle radici, l’identità migrante, il razzismo, l’impegno, la scrittura

 

 

«Io parto dal principio che una civiltà, o una cultura, sia infatti qualcosa di fluido. Qualcosa che attraversa le frontiere senza passare da alcun tipo di dogana. E che si va talvolta a installare nella mentalità e nello spirito delle persone a loro stessa insaputa. Dunque non si può parlare di scontro o di conflitto fra civiltà: soprattutto se consideriamo che le civiltà non sono mai dei blocchi di cemento ma piuttosto come un fiume o un’acqua che circolano da una parte all’altra del mondo. E si mostrano, presso alcuni, con grande intensità, agendo, su altri, con molta meno intensità.
Questa è d’altronde la ragione per cui siamo tutti depositari di diverse civiltà, non di una sola, come siamo custodi di diverse culture e non di una soltanto».
Tahar Ben Jelloun

Per chi voglia scoprire o approfondire la figura di Tahar Ben Jelloun – citato anche in una serata di Sanremo 2022, con un brano tratto da Il razzismo spiegato a mia figlia – non c’è niente di meglio che affidarsi a questo libro: un dialogo con Marco Alloni avvolto nelle atmosfere di Tangeri, quasi una confessione a cuore aperto, in cui lo scrittore ripercorre uno a uno i momenti-chiave della sua esistenza. L’infanzia tra Fès e Tangeri, l’opposizione alla monarchia marocchina, la prigione.
Il trasferimento in Francia, i lunghi anni di impegno civile come editorialista di «Le Monde». E contemporaneamente la scoperta del cinema, lo studio sociologico e antropologico del fenomeno emigrazione, la passione per la scrittura. E soprattutto il razzismo: quello interno alla società francese e quello che nei decenni si è andato diffondendo lungo la spina dorsale dell’intera Europa. Il tutto è attraversato da un senso lirico di nostalgia per l‘amato Marocco, le pieghe della sua società misteriosa e sensuale. Un Islam molto diverso da quello divulgato negli ultimi anni dai nostri media, e invece vissuto (o rivissuto) attraverso le antiche tradizioni popolari, la magia e il sufismo. I cantastorie di Marrakech, dunque: come simbolo di una memoria del passato che sola può offrire lo slancio verso la modernità, verso il futuro.

 

 

 

Tahar Ben Jelloun nasce a Fès, nell’allora Marocco francese, nel 1944. Con il Premio Goncourt, assegnatogli per Notte fatale nel 1987, è divenuto lo scrittore straniero francofono più conosciuto in Francia e l’autore in lingua francese più tradotto al mondo. Creatura di sabbia e Notte fatale sono stati tradotti in quarantatré lingue. Per Il razzismo spiegato a mia figlia (un bestseller di oltre 400.000 copie) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite il Global Tolerance Award.

Marco Alloni (1967), scrittore, vive da molti anni a Il Cairo. Collabora con diverse testate tra le quali «Micromega», «Nazione Indiana», «Il Fatto Quotidiano» e «Il Corriere della Sera». Per l’editore Aliberti ha curato la collana Dialoghi. Fra i suoi interlocutori: Antonio Tabucchi, Marco Travaglio, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, Furio Colombo, Gian Carlo Caselli, Amos Luzzatto, Corrado Augias, Claudio Magris e Margherita Hack. Ha pubblicato, inoltre, il romanzo “Shaitan” e i saggi “Ho vissuto la rivoluzione”, “Egitto o morte”.
Per Aliberti compagnia editoriale è autore di Leggere il Corano nel deserto (intervista a Khaled Fouad Allam), Comportati come se fossi felice (intervista a Claudio Magris) e del saggio Il cattivo infinito.Capire Isis.

 

 

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Il questionario di Proust

 

Prefazione di Eleonora Marangoni

 

 

«Il questionario di Proust ha finito per valere ancora più che un testo di Proust. Chissà cosa ne penserebbe lui. Forse la cosa lo divertirebbe. Certo è che, nel corso degli anni […], il questionario è diventato per tutti noi un piccolo ma significativo strumento di osservazione. È un trucco per spiare nella testa delle persone che conosciamo o che vorremmo conoscere, per portarci a casa un po’ delle loro vite, dei loro pensieri sulla vita e sul mondo. Un monumento internazionale al potere dell’autoanalisi e dell’immaginazione. Una lente originale e sempre nuova attraverso cui guardare quello che ci sta intorno. Un’indagine sull’umano che ricomincia ogni volta dove l’abbiamo lasciata. E allora forse un po’ di Proust ci è finito davvero, in quelle righe».
Eleonora Marangoni

Un libro-quaderno che aspetta solo di essere riempito dal lettore-scrittore. Un gioco fra letteratura e vita che può rinnovarsi all’infinito: tanto continuamente cangiante è l’animo umano, i suoi sentimenti, la sua visione della realtà con il passare degli anni, nel mutare dei tempi e delle stagioni della vita.

Un libro firmato da Marcel Proust. Che è anche un piccolo, elegante quaderno. Dentro ci sono pagine scritte e pagine bianche da riempire. Ci sono le domande di quello che è noto come Il questionario di Proust, e le risposte stilate dall’autore stesso.
Il questionario che porta il nome del grande scrittore francese è, in realtà, un gioco di società simil-letterario di origine inglese. Presso le famiglie britanniche del XIX secolo era diffusa l’abitudine, nelle riunioni serali, di rispondere a quiz sui ricordi e i gusti personali.
Così fece, con Marcel ancora adolescente (aveva quindici anni), l’amica e coetanea Antoinette Faure: gli propose di rispondere, per iscritto, a una serie di domande presenti su un volumetto intitolato An Album to Record Thoughts, Feelings & c. Anni dopo l’album fu ritrovato, e le risposte di Proust pubblicate nel 1924.
Ci fu una seconda occasione, nella vita del giovane Proust, di rispondere al questionario. Se le domande sono simili, le risposte di Marcel ventiduenne sono piuttosto diverse dalla volta precedente. Una terza versione delle risposte proustiane (datata 25 giugno 1887, dunque la prima in ordine cronologico) è stata fortunosamente scoperta dal libraio Laurent Coulet nel 2018. Anche qui le immagini e i concetti formulati da Proust (quindicenne) si rivelano arguti, ineffabili, spesso fulminanti, sempre pieni di spirito.

 

 

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Il Ladro di libri – Agente Italiano

 

La spy story che ha fatto tremare l’editoria mondiale

Romanzo simultaneo

 


 

Il più grande giallo editoriale della storia, liberamente ispirato alla vicenda di Filippo Bernardini

Per conto di chi e per quali motivi ha agito il Ladro di libri? Perché cerca di impossessarsi dei manoscritti di grandi autori contemporanei e di esordienti sconosciuti? Agente Italiano, grazie alle sue fonti privilegiate, propone un’ipotesi estrema, sulle tracce di una vera spy story fra Gutenberg e l’Intelligenza Artificiale.
Il romanzo simultaneo, che racconta fatti veri proprio mentre accadono, si serve anche della fiction come unico modo che permette di arrivare, paradossalmente, a un’ipotesi di verità.

«Le storie che scriviamo sono menzogne che dicono la verità. Belle bugie, che svelano cose vere. E che dobbiamo scrivere, ovunque. Sempre. Sempre».
Agente Italiano

 

 

Agente Italiano è uno pseudonimo dietro il quale si nasconde un gruppo di professionisti italiani e stranieri di varia estrazione: giornalisti d’inchiesta, scrittori, ricercatori, politologi e semiologi. La loro forza è la pluralità delle fonti, esclusive, e la capacità di elaborare e narrare in simultanea gli avvenimenti. Con Il Broglio, nel 2006, Agente italiano diventa un caso editoriale nazionale.

 

 

 

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Come un fatto senza commento – Raniero Fontana

 

Cristiani ed ebrei 
Israele e le genti

Prefazione di Gadi Luzzatto Voghera

 

 

«… Raniero, un amico in cui non c’è falsità»
Francesco sj
[dalla corrispondenza privata di Dan Eliezer con Francesco Rossi De Gasperis sj]

Il libro offre lo spaccato di una riflessione condotta dall’A. in quasi quarant’anni di studio e di ascolto di Israele. La prospettiva dell’A. è da sempre quella di un ascolto di Israele prioritario rispetto alla sua interpretazione. Egli ascolta nella testimonianza di un Israele oggi vivo più che mai la voce stessa del Sinai. Il titolo del libro è perciò significativo: l’A. lo deve a un amico talmudista che chiedeva di essere ascoltato e accettato per quello che è, vale a dire a prescindere da una qualunque teologia, ben sapendo che i cristiani ne hanno sempre una a portata di mano; e dunque, di essere accettato “come un fatto senza commento”. Forte del suo ascolto, l’A. ha intrapreso la sua démarche in ambiti distinti. Nella prima parte del libro, l’A. entra nello spazio delle relazioni tra ebrei e cristiani, per posizionarsi rispetto ai cristiani, non potendo così evitare neppure il sofferto confronto con figure a lui particolarmente care, maestri e colleghi gerosolimitani. Nella seconda parte del libro, l’A. entra nello spazio delle relazioni tra ebrei e non ebrei, per posizionarsi rispetto allo stesso Israele.

 

 

 

Raniero Fontana è filosofo, teologo ed ebraista. Ha vissuto ventinove anni a Gerusalemme dove ha insegnato e collaborato con istituzioni accademiche di Israele, sia cristiane (Institut Pontifical Ratisbonne, Institut Albert Decourtray) sia ebraiche (Shalom Hartman Institute, Hebrew University). Attualmente risiede a Trieste. È autore di numerose pubblicazioni, di articoli e di libri. Tra i più recenti segnaliamo: André Neher, philosophe de l’Alliance, Albin Michel 2015; Diario noachide. Un non ebreo ai piedi del Sinai, Gabrielli Editori 2015; Gesù ebreo, Effatà Editrice 2017; La cittadinanza sinaitica, Mimesis 2019; Parole a doppio taglio. La controversia nella cultura rabbinica, Pazzini Editore 2021.

 

 

 

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