DOGMAN: verso un realismo nuovo

di Federico Gatti

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Dogman segna una data importante per il cinema italiano contemporaneo; è la data in cui il nostro cinema d’autore sorpassa il cinema del reale per approdare a un territorio nuovo (o meglio, solo parzialmente esplorato). È la data in cui Garrone raggiunge il picco più alto di una poetica (cominciata con la carriera di documentarista), una poetica che da anni tende a superare il concetto stesso di realtà rappresentandola sul grande schermo.

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Antiporno: #METOO senza ipocrisie

di Federico Gatti

Antiporno è il femminino sacro rappresentato da un regista ripetutamente accusato di misoginia. Antiporno, essendo al contempo sia cinema di pornografia sia anti-pornografia, è un film di denuncia che nasce come consapevolezza di essere mero film di intrattenimento.
Antiporno è un film che descrive senza orpelli, e impeccabilmente, la nostra società e il mondo multiprospettico in cui viviamo.

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Torna al cinema “Ultimo Tango a Parigi”- Che cosa ci resta del cinema del ’68?

di Federico Gatti

Cinquant’anni da quel mitico Maggio del ’68. Cinquant’anni esattamente in questi giorni, e nonostante il mezzo secolo respira ancora viva un’intera branca di film che sembrano non riuscirsi a scrollarsi di dosso la potente ondata rivoluzionaria. La stessa ondata che ha partorito cinephiles intellettuali per cui non esisteva nessuna differenza tra il cinema e la politica, giovani ribelli per cui la macchina da presa aveva la stessa valenza di una mitragliatrice.
E dentro l’ondata di questi giovani ribelli v’era anche un regista destinato a trasformarsi in Mito: Bernardo Bertolucci.

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L’ISOLA DEI CANI – Wes Anderson è il regista di cui tutti abbiamo bisogno

di Federico Gatti

 

Wes Anderson o lo si ama o lo si odia. Si tratta di un vero e proprio dogma: pochi talentuosi cineasti sono in grado di dividere il pubblico come il folle regista d’oltreoceano. Nel corso degli anni ci ha abituato a delicate visioni ossessivamente simmetriche in cui il vero padrone era “Il Cinema” stesso; “Il Cinema “, con la C maiuscola, e non i personaggi che vengono rappresentati sullo schermo.

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