Oggi il cretino è pieno di idee – Enrico Vaime

Cronache e ritratti

 

Non ho paura del diavolo,
ma solo del cretino e dei suoi derivati.

«Voi credete al diavolo? Io no. Per lo meno non nel senso che l’educazione cattolica pretenderebbe. Cattive letture e cattive compagnie (o forse viceversa, dubito da laico) m’hanno convinto nel tempo che non esiste «il Maligno» al quale attribuire tutto il peggio, ma esiste «lo Stupido» al quale il peggio può riferirsi con maggior pertinenza. In questo periodo in cui le immanenze, positive e di conseguenza anche negative, vivono un grande rilancio, io faccio parte di una minoranza di vetero-positivisti, anti-romantici se volete e quasi cinici, fate voi. Nell’infanzia, ammetto, ho attraversato un momento controverso in cui ho nutrito per il demonio (quello con le piccole corna da cerbiatto, la barbetta ovviamente satanica e caprina e la bella coda rosso-vivo) una certa simpatia: cioè lo preferivo agli angeli delle immagini, con quelle facce da secchioni e spie dei preti. Poi è passata: oggi posso definirmi, in campo diabolico, un agnostico, insomma non ho paura del diavolo, ma solo del cretino e suoi derivati.»

«Il libro Oggi il cretino è pieno di idee mi restituisce per intero un mio amico carissimo, Enrico Vaime, scomparso da un anno.
In queste pagine ritrovo la sua ironia, la sua voglia di irridere tutto, anche un momento difficile, e di superarlo così. Ricordo quando lavorammo insieme, Enrico Vaime, Marcello Marchesi ed io, e l’ultima parola, la battuta fulminante, era sempre la sua. Essendo anziano, nella vita ho perso molti amici. Mi mancano tutti, certo, ma di Enrico mi manca la sua intelligenza, il suo avermi insegnato a mettermi sempre un po’ di sguincio rispetto alla vita e non viverla frontalmente.
Ricordo che Enrico quando una volta festeggiammo, non so se il suo compleanno o il mio, disse: «Sai, il più è fatto». Sì Enrico, il più è fatto.»
Maurizio Costanzo

 

 

Enrico Vaime (Perugia, 1936 – Roma, 2021) è stato uno dei padri del varietà televisivo italiano (da “Canzonissima” a “Quelli della domenica”, da “Tante scuse” e “Risatissima”) e teatrale, in ditta artistica con Italo Terzoli (per Garinei e Giovannini hanno scritto “Felicibumta”, “Anche i bancari hanno un’anima”, “La vita comincia ogni mattina” e altri successi). Conduttore dal 1978 del programma radiofonico “Black Out” (Radio 2 Rai) e ospite fisso di “Coffee Break” fino al 2013, su La7 ha condotto “Anni Luce”, “Omnibus Weekend”. Ha al suo attivo numerosi libri, dal primo fortunatissimo “Amare significa…Storia d’amore all’italiana” con Terzoli, ai best seller più recenti “Quando la rucola non c’era”, “Era ormai domani, quasi”, “I cretini non sono più quelli di una volta”, “Cin cin. Bere troppo fa male. Non bere per niente, a volte, fa peggio”, “Il meglio è passato. Il senso della storia e il senso del ridicolo” e “Gli amori finiscono non preoccupatevi”.

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