SONO METAL E SONO LESBICA

di Anna Francesca Vallone

Sono M., ho 16 anni.

Perché hai deciso di farti intervistare?

Perché ho letto il tuo libro. Mi ha coinvolta, è un libro che mi riguarda perché mi rivedo in Bianca. Ho provato le stesse cose che ha provato lei, così non mi sono sentita sola.  Pensavo che potessi capirmi, visto che lo hai scritto.

In cosa ti piacerebbe che ti capissi?

Sulla questione ragazze.

In questo periodo soffri?

Non lo so. Evito di pensarci. Non sempre ci riesco. Lo sai qual è il fatto? Che io vengo lasciata e non so mai il motivo. Mi ha detto di dover pensare di più a se stessa, cose del genere, ma come fa a dover pensare di più a se stessa una che dice di sentirsi sola? Diceva sempre di sentirsi sola, ma poi la vedevo in giro con un sacco di persone.

Magari si sentiva sola lo stesso.

Forse.

Che tipo di relazione avevate?

Non so come si possa definire, siamo arrivate solo al bacio.

E tu ti ritieni lesbica?

Sì. Non sono mai stata confusa, l’ho sempre saputo. Ho due certezze nella vita: la prima è che sono metal, la seconda è che sono lesbica.

Cosa ne pensano le persone a te vicine?

Mia madre sembra esserne rimasta delusa. Mi ha detto di parlarne con uno psicologo, mi ha detto che forse è solo una fase. Allora poi ho solo smesso di parlarne, credo non sia in grado di capire. A mio padre non lo dico nemmeno, si arrabbierebbe troppo. I nonni poi lasciamoli perdere. Mia sorella invece l’ha sempre saputo, sai? Non ho mai capito come abbia fatto. Avevo una cotta alle medie per una prof, tutto qui, ma lei non lo sapeva.

Però magari ne parlavi, di questa prof.

Forse sì, è vero. E poi lei adesso ha una cotta per una mia amica.

Sul serio?

Giuro. Lei si definisce bisessuale e asessuale, dice di essere attratta da entrambi e non voler fare sesso con nessuno.

Una teoria interessante. Tu come ti senti in questo periodo?

Completa, incompleta. Felice, depressa.

Un po’ tutto. Incompleta perché?

Mi manca avere un certo rapporto con una donna.

L’amore, in sostanza?

Esatto. Una fidanzata, tutto qui.

E quali sono i momenti in cui sei felice?

Quando esco con i pochi amici che ho, quando raramente prendo un bel voto, nei pochi momenti in famiglia senza litigare.

Insomma, sembra tutto molto poco. Ma l’importante è che ci sia. E i momenti in cui sei più triste in assoluto quali sono?

Vai per esclusione, in tutti gli altri momenti sono triste. E poi, come forse avrai capito, sono stata bocciata.

No, non ce l’hai scritto in fronte, anche se forse ti sembra.

Beh, sì, a volte mi sembra. È un casino, però non gli ho dato molto peso. Ma il pensiero che mi rende più triste in assoluto è lei: ho paura che non troverò mai più nessuno che possa farmi sentire come mi faceva sentire lei. Questo mi fa paura. Tu pensi che sia possibile trovare qualcuno in futuro?

Qualcuno sì. Non posso dirti che ti farà sentire come ti ha fatto sentire lei, questo forse non accadrà e ti porterai dietro questo ricordo così com’è per tutta la vita, però potrà farti sentire in una maniera diversa e ugualmente bella.

Già. Nel frattempo ci sono gli amici.

E come sono questi amici?

Sono pochi, molto pochi. Ma le mie cose le confido principalmente a mia sorella.

Senti ma tu ti senti ascoltata dal mondo, in generale?

Credo di no.

Dalla tua famiglia, a parte tua sorella?

No.

Dalla scuola?

Solo da una professoressa, mi dà la sensazione di poter dire qualsiasi cosa.

Io sfruttavo i temi, per questo.

Anche io. Nel primo tema ho fatto coming out, ho scritto che essere omosessuale e metallara non è proprio il classico esempio di ragazza per bene.

E la prof?

È quella di cui parlavo prima, mi ha solo consigliato un libro da leggere oltre al tuo.

Ti è andata bene, no?

Direi di sì. Posso chiederti una cosa?

Se posso rispondere, sì.

Tu sei bisessuale?

Sei diretta.

Lo so, scusa.

Figurati. Io penso che vada molto a percentuali, non mi piacciono le etichette, quindi sono ormai certa di avere una certa percentuale che propende verso i maschi e una certa percentuale che propende verso le femmine. Sono stata abbastanza esaustiva?

Sì, ti ringrazio.

Se ti dicessi di dire qualcosa per concludere cosa diresti?

Che non bisogna avere paura del giudizio degli altri. E poi l’altro giorno ho letto una frase che mi è rimasta impressa, diceva “ridi di te stesso prima che lo facciano gli altri”. È importante ridere di se stessi e non avere paura. I miei genitori dicono sempre che tutti possono fare quello che vogliono nella vita, ma se lo faccio io non gli va bene. È strano, non mi fido.  Io ho paura per la mia famiglia, e per nessun altro.

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