Giorgia on my mind – Claudio Sabelli Fioretti dialoghi con GIORGIA MELONI

 

Le parole della leader della destra italiana

 

 

 

«Salvini è più a destra di te.»
«Nessuno è più a destra di me.»

Giorgia Meloni si sottopone a quella vera e propria “macchina della verità” che è un’intervista con Claudio Sabelli Fioretti.

Il libro si apre con la prima intervista rilasciata a Fioretti nel 2006 dalla leader della destra italiana, quando era agli inizi della sua ascesa politica. Continua con una lunga conversazione del 2019, quando la Meloni è già consacrata come nuova guida del centrodestra, sorpassando Salvini e Berlusconi.
Arricchiscono il tutto un’analisi dell’autore sulla Meloni di oggi, candidata premier alla vigilia delle elezioni; un puntuale commento “sabelliano” alle frasi salienti delle interviste; infine, una scheda biografica essenziale per capire il profilo politico e umano del personaggio.
Chi è veramente Giorgia Meloni? Dal fuoco di fila delle domande di Sabelli Fioretti esce un autoritratto sorprendente, che stupirà e farà discutere ancora di più. La penna del giornalista più caustico e spregiudicato d’Italia, come sempre, non si piega a nessuna piaggeria. E, pur partendo da idee diametralmente opposte, conduce un dialogo scevro da pregiudizi, affrontando le questioni politiche (la Meloni ha davvero superato il fascismo?) ma anche i risvolti più personali, sentimentali, morali.
Un libro indispensabile, che non si esau­risce con la fine della competizione elettorale, ma che servirà a comprendere i passi futuri della leader politica e il destino del Paese.

 

 

Claudio Sabelli Fioretti è stato direttore di «Abc», «Panorama Mese», «Sette», «Cuore», «Gente Viaggi». Ha lavorato per «la Repubblica», «Tempo Illustrato», «L’Europeo», «Il Secolo xix». Editorialista per «Io Donna» e autore di numerosi libri, collabora con «il Fatto Quotidiano».

 

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Stilo – Mauro Beggi, Monica Cocconi

 

Viaggio nel futuro dei tuoi capelli

 

 

«Sono cresciuto dentro questa professione. Anagraficamente e non soltanto. Mi ha dato molto di ciò che ho e determinato ancora di più in ciò che sono. L’ho portata con me in ogni incontro per aprire i suoi confini a esperienze sempre nuove e sorprendenti, inaspettate; per renderla più forte ed efficace. La mia ricerca non si è mai fermata».
Stilo è un racconto di vita, e insieme una riflessione sulla nostra corporeità, sulla natura fisica e spirituale di ciascuno di noi. La vita è quella dell’hairstylist Mauro. Il suo lavoro quotidiano, fatto di passione e impegno; ma anche la sua curiosità intelligente, che lo porta a fare incursioni nel mondo dell’arte, della letteratura, del design.
E poi la sua sensibilità verso il “sociale”, la voglia di confrontarsi con le situazioni dolorose e difficili di chi vive ai margini, cercando di capire e di ascoltare la sofferenza, di andare più a fondo che si può nella conoscenza dell’anima e del suo mistero. Tutta questa “materia”, Mauro deciderà di trasformarla in una sorta di messaggio concreto e visibile. Di fonderla – e di effonderla – nel suo lavoro di hairstyling. Significa mettere a punto una nuova, rivoluzionaria tecnica di taglio, capace di “incidere” sui capelli quelle che lui chiama «geniali e irripetibili imprecisioni». Geniali e irripetibili, come è la personalità di ognuno. Imprecisa, spesso in tante cose difettiva: ma con una luce nel fondo – ognuno la possiede – che chiede di essere riconosciuta, di uscire al mondo, di risplendere e di far risplendere la bellezza della diversità e della vita. «I capelli sono antenne capaci di far giungere dall’universo fino a noi, per incanto, ciò che altrimenti non potremmo percepire e di farlo arrivare fino alla nostra anima. Sono il passato che rimane tangibile per l’eternità, che continua a esistere all’infinito anche lontano da noi».
Stilo è un viaggio nel futuro dei capelli, e non solo. È la scelta di valorizzare e rinforzare la personalità di ognuno di noi, al di là delle convenzioni e dei luoghi comuni. Per affermare quanto è bello essere unici.

 

 

Mauro Beggi insieme a Monica Cocconi ha pubblicato Hairtherapy per Edizioni Socialmente e Histoire d’Ondes per Corsiero Editore.

Monica Cocconi insieme a Mauro Beggi ha pubblicato Hairtherapy per Edizioni Socialmente e Histoire d’Ondes per Corsiero Editore.

 

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Fino all’ultimo giorno della mia vita – Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio

 

In memoria di Paolo

 

 

Salvatore Borsellino racconta i ricordi di una vita al giornalista Benny Calasanzio, con il quale condivide il dolore di essere parenti di vittime di mafia. Una vita iniziata sotto le bombe degli Alleati nella Palermo del 1942, poi sconvolta dall’autobomba che causò la strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Dall’infanzia felice trascorsa con il fratello Paolo e le sorelle Adele e Rita alla Kalsa, un quartiere oggi completamente trasformato, agli anni dell’università e poi il trasferimento nel Nord Italia. Mentre Paolo diventa un personaggio pubblico per il suo impegno contro la mafia, Salvatore fa carriera come ingegnere elettronico; i due fratelli percorrono strade diverse, che torneranno a unirsi con il più tragico degli eventi. Da quella domenica d’estate Salvatore si fa carico della memoria del fratello, che diffonde in ogni angolo d’Italia.

 

 

 

Salvatore Borsellino (Palermo, 1942) è un ingegnere e attivista italiano, fratello minore del magistrato Paolo Borsellino. Nel 2009 promuove, in collaborazione con il Comitato Cittadino Antimafia “19 Luglio 2009”, la prima Marcia delle Agende Rosse da cui nascerà il “movimento delle Agende Rosse”.

Benny Calasanzio (Castelvetrano, 1985) è giornalista, blogger e scrittore. Ha collaborato con «il Fatto Quotidiano» e numerose testate online come «MicroMega» e «Cadoinpiedi». Ha pubblicato Sotto Processo (2010) e Mafia SpA (2011) e Capitano Ultimo (2012).

 

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La mafia non è una cosa da adulti – Stefano Baudino

 

Da Falcone e Borsellino agli intrecci fra mafia e Stato: trent’anni di lotta raccontata ai ragazzi

Con un contributo di Salvatore Borsellino

 

 

«Un giorno, parlando della mia attività di scrittore sulle vicende di mafia, un mio amico mi chiese: “Ma per quale motivo ti stai occupando di cose da adulti?”».
Stefano Baudino, classe 1994, si occupa di mafia sin dai tempi del liceo. Oggi va lui nelle scuole, a parlarne ai giovani delle ultime generazioni.
Per Baudino la mafia non è una cosa da adulti. Al contrario. La mafia la devono, la possono capire anche i ragazzi e le ragazze di oggi. La storia di Cosa nostra, le sue strutture, i suoi codici. Falcone e Borsellino (il libro contiene un’intervista toccante al fratello di quest’ultimo, Salvatore); il maxi-processo, le stragi del ’92. Fino alla trattativa Stato-mafia, che questo libro affronta senza reticenze: perché è ai giovani prima di tutto che bisogna dire la verità, se si vuole che questo Paese diventi migliore, un Paese finalmente adulto.

 

 

Stefano Baudino (Torino, 1994), è laureato in Mass Media e Politica all’Università di Bologna. Scrive per «Antimafia Duemila», «L’Indipendente» e «il Fatto Quotidiano» ed è autore di Fuori di Gabbia (2017) e La Repubblica Punciuta (2018). Collaboratore nelle scuole e nelle università con un modulo didattico su Cosa nostra, è coordinatore della sezione forlivese del Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino. Nel 2021 l’Università di Bologna gli ha conferito una menzione al merito per l’impegno civile e nel 2022 la Fondazione Italia-usa gli ha assegnato il “Premio America Giovani” al talento universitario.

 

 

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Lettera a Bearzot – Darwin Pastorin

 

Il Vecio, Pablito, il Mundial ’82 e altri incantesimi

Prefazione Alessandro Di Nuzzo

 

 

Quarant’anni dall’indimenticabile notte del Bernabeu.
Una lettera “a cuore aperto” a Enzo Bearzot, il Vecio: l’artefice numero uno del trionfo mondiale del 1982.
Un viaggio a ritroso nel tempo e nella nostalgia, dal Brasile a Torino, fino alla notte di Madrid. Il ritratto di un uomo sincero, dalla schiena dritta, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di seguire i propri ideali ed essere fedele ai suoi valori.
Un grande italiano di ieri, che avremmo tanto bisogno di avere ancora qui, oggi, in questo presente smarrito.

 

 

Darwin Pastorin è nato a San Paolo del Brasile nel 1955. Figlio, nipote e pronipote di emigranti veneti. Giornalista. Narratore di storie calcistico-letterarie. Suo figlio si chiama Santiago per il pescatore de Il vecchio e il mare di Hemingway. Ha un blog su Huffington Post. È cittadino onorario di Nichelino (TO) e membro del Comitato Scientifico del Museo della Juventus (JMuseum). Da ragazzo giocava centravanti.

 

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Essere Chiara Ferragni – Federico Mello

 

Prefazione di Massimiliano Panarari

 

 

Questa non è solo la storia di Chiara Ferragni.
Nelle pagine di questo libro c’è un’analisi critica, con luci e ombre, che non fa sconti.
Un racconto di come si diventa imprenditori digitali di successo. Di come, dal nulla di una pagina Instagram personale, si può arrivare a influenzare gli indici di borsa con un post.

«Questo libro scritto da Federico Mello, giornalista appassionato e impegnato, romanziere e pioniere dello studio dei trend e dei fenomeni collettivi derivanti dai social media, è un lavoro molto documentato, che illustra a 360 gradi le multiformi attività di “Chiara” – The Blonde Salad, mettendo in campo una chiave analitica di grande interesse: quella della “mutazione antropologica”».
Massimiliano Panarari

 

 

Federico Mello, giornalista del giornale Radio Rai, ha lavorato per quotidiani e settimanali, come autore televisivo (Ballarò) e radiofonico (Un giorno da pecora). Con grande seguito sui social, ha pubblicato: L’Italia spiegata a mio nonno(Mondadori, 2007); Il lato oscuro delle stelle (Imprimatur, 2013); La viralità del male (Baldini & Castoldi, 2017); Il lato oscuro di Facebook (Imprimatur, 2018); Compagni! Il romanzo del congresso di Livorno (UTET, 2021).

 

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I cantastorie di Marrakech – Tahar Ben Jelloun, Marco Alloni

Dialogo sulle radici, l’identità migrante, il razzismo, l’impegno, la scrittura

 

 

«Io parto dal principio che una civiltà, o una cultura, sia infatti qualcosa di fluido. Qualcosa che attraversa le frontiere senza passare da alcun tipo di dogana. E che si va talvolta a installare nella mentalità e nello spirito delle persone a loro stessa insaputa. Dunque non si può parlare di scontro o di conflitto fra civiltà: soprattutto se consideriamo che le civiltà non sono mai dei blocchi di cemento ma piuttosto come un fiume o un’acqua che circolano da una parte all’altra del mondo. E si mostrano, presso alcuni, con grande intensità, agendo, su altri, con molta meno intensità.
Questa è d’altronde la ragione per cui siamo tutti depositari di diverse civiltà, non di una sola, come siamo custodi di diverse culture e non di una soltanto».
Tahar Ben Jelloun

Per chi voglia scoprire o approfondire la figura di Tahar Ben Jelloun – citato anche in una serata di Sanremo 2022, con un brano tratto da Il razzismo spiegato a mia figlia – non c’è niente di meglio che affidarsi a questo libro: un dialogo con Marco Alloni avvolto nelle atmosfere di Tangeri, quasi una confessione a cuore aperto, in cui lo scrittore ripercorre uno a uno i momenti-chiave della sua esistenza. L’infanzia tra Fès e Tangeri, l’opposizione alla monarchia marocchina, la prigione.
Il trasferimento in Francia, i lunghi anni di impegno civile come editorialista di «Le Monde». E contemporaneamente la scoperta del cinema, lo studio sociologico e antropologico del fenomeno emigrazione, la passione per la scrittura. E soprattutto il razzismo: quello interno alla società francese e quello che nei decenni si è andato diffondendo lungo la spina dorsale dell’intera Europa. Il tutto è attraversato da un senso lirico di nostalgia per l‘amato Marocco, le pieghe della sua società misteriosa e sensuale. Un Islam molto diverso da quello divulgato negli ultimi anni dai nostri media, e invece vissuto (o rivissuto) attraverso le antiche tradizioni popolari, la magia e il sufismo. I cantastorie di Marrakech, dunque: come simbolo di una memoria del passato che sola può offrire lo slancio verso la modernità, verso il futuro.

 

 

 

Tahar Ben Jelloun nasce a Fès, nell’allora Marocco francese, nel 1944. Con il Premio Goncourt, assegnatogli per Notte fatale nel 1987, è divenuto lo scrittore straniero francofono più conosciuto in Francia e l’autore in lingua francese più tradotto al mondo. Creatura di sabbia e Notte fatale sono stati tradotti in quarantatré lingue. Per Il razzismo spiegato a mia figlia (un bestseller di oltre 400.000 copie) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite il Global Tolerance Award.

Marco Alloni (1967), scrittore, vive da molti anni a Il Cairo. Collabora con diverse testate tra le quali «Micromega», «Nazione Indiana», «Il Fatto Quotidiano» e «Il Corriere della Sera». Per l’editore Aliberti ha curato la collana Dialoghi. Fra i suoi interlocutori: Antonio Tabucchi, Marco Travaglio, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, Furio Colombo, Gian Carlo Caselli, Amos Luzzatto, Corrado Augias, Claudio Magris e Margherita Hack. Ha pubblicato, inoltre, il romanzo “Shaitan” e i saggi “Ho vissuto la rivoluzione”, “Egitto o morte”.
Per Aliberti compagnia editoriale è autore di Leggere il Corano nel deserto (intervista a Khaled Fouad Allam), Comportati come se fossi felice (intervista a Claudio Magris) e del saggio Il cattivo infinito.Capire Isis.

 

 

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Il questionario di Proust

 

Prefazione di Eleonora Marangoni

 

 

«Il questionario di Proust ha finito per valere ancora più che un testo di Proust. Chissà cosa ne penserebbe lui. Forse la cosa lo divertirebbe. Certo è che, nel corso degli anni […], il questionario è diventato per tutti noi un piccolo ma significativo strumento di osservazione. È un trucco per spiare nella testa delle persone che conosciamo o che vorremmo conoscere, per portarci a casa un po’ delle loro vite, dei loro pensieri sulla vita e sul mondo. Un monumento internazionale al potere dell’autoanalisi e dell’immaginazione. Una lente originale e sempre nuova attraverso cui guardare quello che ci sta intorno. Un’indagine sull’umano che ricomincia ogni volta dove l’abbiamo lasciata. E allora forse un po’ di Proust ci è finito davvero, in quelle righe».
Eleonora Marangoni

Un libro-quaderno che aspetta solo di essere riempito dal lettore-scrittore. Un gioco fra letteratura e vita che può rinnovarsi all’infinito: tanto continuamente cangiante è l’animo umano, i suoi sentimenti, la sua visione della realtà con il passare degli anni, nel mutare dei tempi e delle stagioni della vita.

Un libro firmato da Marcel Proust. Che è anche un piccolo, elegante quaderno. Dentro ci sono pagine scritte e pagine bianche da riempire. Ci sono le domande di quello che è noto come Il questionario di Proust, e le risposte stilate dall’autore stesso.
Il questionario che porta il nome del grande scrittore francese è, in realtà, un gioco di società simil-letterario di origine inglese. Presso le famiglie britanniche del XIX secolo era diffusa l’abitudine, nelle riunioni serali, di rispondere a quiz sui ricordi e i gusti personali.
Così fece, con Marcel ancora adolescente (aveva quindici anni), l’amica e coetanea Antoinette Faure: gli propose di rispondere, per iscritto, a una serie di domande presenti su un volumetto intitolato An Album to Record Thoughts, Feelings & c. Anni dopo l’album fu ritrovato, e le risposte di Proust pubblicate nel 1924.
Ci fu una seconda occasione, nella vita del giovane Proust, di rispondere al questionario. Se le domande sono simili, le risposte di Marcel ventiduenne sono piuttosto diverse dalla volta precedente. Una terza versione delle risposte proustiane (datata 25 giugno 1887, dunque la prima in ordine cronologico) è stata fortunosamente scoperta dal libraio Laurent Coulet nel 2018. Anche qui le immagini e i concetti formulati da Proust (quindicenne) si rivelano arguti, ineffabili, spesso fulminanti, sempre pieni di spirito.

 

 

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Super Sticazzi – Carla Ferguson Barberini

 

La filosofia del Metodo e l’arte di sbattersene il c***o

Dall’autrice del vero, originale, inimitabile Metodo Sticazzi.

La filosofia e la pratica del Metodo: un Super Sticazzi tutto nuovo, migliorato con i mantra e le tecniche di visualizzazione del Grande Spirito Sticazzi e, insomma, ancora più potente.
Contiene l’Invocazione al Grande Spirito dello Sticazzi, quasi una preghiera per rendere la tua vita migliore.
Con il Metodo Sticazzi vinci l’ansia e ottieni l’imperturbabilità zen.

 

 

Carla Ferguson Barberini è il nome scelto da un collettivo di professionisti della comunicazione che operano in vari ambiti. Sono tutti devoti del Metodo Sticazzi. Per questo libro l’apporto della componente femminile del collettivo è stato preponderante, praticamente esclusivo,com’è giusto che sia.

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Il Ladro di libri – Agente Italiano

 

La spy story che ha fatto tremare l’editoria mondiale

Romanzo simultaneo

 


 

Il più grande giallo editoriale della storia, liberamente ispirato alla vicenda di Filippo Bernardini

Per conto di chi e per quali motivi ha agito il Ladro di libri? Perché cerca di impossessarsi dei manoscritti di grandi autori contemporanei e di esordienti sconosciuti? Agente Italiano, grazie alle sue fonti privilegiate, propone un’ipotesi estrema, sulle tracce di una vera spy story fra Gutenberg e l’Intelligenza Artificiale.
Il romanzo simultaneo, che racconta fatti veri proprio mentre accadono, si serve anche della fiction come unico modo che permette di arrivare, paradossalmente, a un’ipotesi di verità.

«Le storie che scriviamo sono menzogne che dicono la verità. Belle bugie, che svelano cose vere. E che dobbiamo scrivere, ovunque. Sempre. Sempre».
Agente Italiano

 

 

Agente Italiano è uno pseudonimo dietro il quale si nasconde un gruppo di professionisti italiani e stranieri di varia estrazione: giornalisti d’inchiesta, scrittori, ricercatori, politologi e semiologi. La loro forza è la pluralità delle fonti, esclusive, e la capacità di elaborare e narrare in simultanea gli avvenimenti. Con Il Broglio, nel 2006, Agente italiano diventa un caso editoriale nazionale.

 

 

 

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