Social puzzle – Carolina Guerra

Diario di bordo dal mondo e dintorni

 

 

«Una mattina, aprendo la mia pagina Facebook, lessi un post di una mia amica cinese: “Non sottovalutate il virus che si sta diffondendo in Cina, è molto pericoloso quanto contagioso”». Così racconta l’autrice all’inizio di questo libro. Da allora, di cose ne sono successe e tutti ne siamo stati segnati, in un modo o nell’altro. Nessuno, in fondo, è stato risparmiato dal contagio, anche solo a livello umano.
Ma quanto ci ha cambiato, questa pandemia? Che cosa abbiamo perso e che cosa abbiamo imparato?
Carolina Guerra ha voluto, con questo libro, prima di tutto “fermare” dei pensieri. I suoi: che sono gli stessi di tutti noi.
La drammatica sensazione di una crisi umanitaria, che il Covid ha provocato. La consapevolezza di quanto le azioni del singolo possano influenzare la massa. La nostra intrinseca fragilità; ma anche la forza del nostro spirito di adattamento, che è grande, se solo facciamo funzionare insieme intelligenza ed emozioni.
Non sarà facile ricomporre questo puzzle sociale. Ma, proprio come in un puzzle, ritrovare l’unità del disegno è l’unico modo per uscirne migliori, per tornare a credere in noi stessi e nel futuro.

 

 

Carolina Guerra (Rimini, 22 marzo 1988), è laureata in Sociologia all’Università di Chieti e ha un certificato in Business e management dell’Università di San Diego ucsd. Da sempre amante degli sport e dell’avventura, in California ha provato per la prima volta il surf, «un mix di emozioni uniche e indimenticabili». Si crea così una profonda connessione tra lei e l’oceano e nasce una grande Passione. Ha viaggiato per il mondo (Costa Rica, California, Australia, Messico, Portogallo, Spagna, Indonesia, Francia, Hawaii) per scoprire le mete più ambite per gli amanti del surf e ha ottenuto la qualifica di istruttrice di surf dell’isa (International Surfing Coach). Il suo ultimo progetto è twoswells.com, nato come blog per condividere le sue avventure, informazioni utili e consigli, con tante novità in arrivo.

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L’oro nelle cicatrici – Gianluca Mangeri

In corsia ho imparato a ricevere

«Ricordatevi che, quando il vostro cuore si sente inquieto, quando il vostro cuore è nel dolore, quando il vostro cuore sembra spezzarsi, allora, ricordatevi di questo: Io sono prezioso per Lui. Mi ama. Mi ha chiamato per nome».
Madre Teresa di Calcutta

C’è qualcosa che emerge dal buio del dolore e che va oltre il Covid. È l’oro della speranza quello che don Gianluca Mangeri raccoglie in ospedale, da novembre 2020 a maggio 2021, incontrando persone malate e operatori sanitari. Lui stesso malato nella prima ondata ne porta le cicatrici che lo rendono particolarmente sensibile a cogliere i vissuti delle persone e a raccontarli in brevi storie. In ciascuna di esse, come pagliuzze d’oro, emergono risorse di umanità da cui l’autore impara e da cui si lascia trasformare.
È un libro che rimane aperto e guarda “oltre”. In particolare all’Africa, per sostenere la campagna di vaccinazione anti-Covid dei medici con l’Africa CUAMM. Da Covid a Covid, da oro a oro, per espandere la “colata” della speranza.

Il volume – arricchito dalla prefazione del francescano Padre Enzo Fortunato e dalla postfazione della giornalista Elisabetta Reguitti – è un manifesto di memorie e di speranza, un racconto in prima persona, che dà voce, nel segno della dignità, alla sofferenza personale e collettiva nelle corsie di ospedali e nelle terapie intensive. L’autore, prima medico e poi sacerdote, attinge al suo vissuto personale per condividere con il lettore i sentimenti, le paure e il senso di smarrimento incontrato negli occhi e nelle parole di uomini e donne che il virus ha travolto in una tempesta che papa Francesco, nella sera del 27 marzo 2020, ha definito inaspettata e furiosa, nella quale tutti ci siamo trovati nella stessa barca, fragili e disorientati, bisognosi di conforto vicendevole.

 

Gianluca Mangeri (1972) medico oncologo, sacerdote diocesano, è cappellano presso l’Istituto Ospedaliero Fondazione Poliambulanza di Brescia.

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SARS-CoV-2 Imparare dal virus – Alessandra Ferretti

Opportunità e criticità per l’oncologia di domani

 

 

In Italia l’emergenza Covid-19 si è rivelata una tragedia in termini di perdita di vite umane e un’esperienza fortissima quanto a mobilitazione di forze e risorse. Come tale ha fatto emergere con prepotenza tutte le criticità – e, a volerla “sfruttare”, le opportunità – che il nostro Servizio Sanitario Nazionale da qui in avanti non potrà più ignorare. Con “criticità” intendiamo, tra gli altri, debolezza del territorio, separazione di modello sociale e biologico della malattia, mancanza di una progettualità centralizzata, obsolescenza di un certo fordismo sanitario, investimenti ancora troppo deboli in sanità e ricerca e penuria di sostenibilità. Gli ospedali italiani hanno governato l’epidemia Sars-CoV-2 con le risorse che avevano a disposizione e sono riusciti nell’impresa più ardua: fronteggiare l’emergenza garantendo la continuità delle cure ai malati cronici e/o acuti. Ecco allora che il bisogno è diventato “opportunità” e ha permesso di (ri-)scoprire strumenti come la telemedicina, sistemi di snellimento in un’ottica di ottimizzazione e pratiche di riallocazione delle risorse. Per raccontare tutto ciò abbiamo intervistato sei Direttori di Oncologia Medica e uno di Ricerca Traslazionale di altrettanti ospedali tra i più riconosciuti in Italia: il Policlinico Humanitas Gavazzeni di Bergamo, l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, il Policlinico San Matteo di Pavia, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, l’Istituto Oncologico Veneto di Padova, il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e l’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. Se è vero che le epidemie globalizzate rischiano di far parte della storia del futuro, è anche vero che siamo ancora in tempo per farci trovare pronti.

 

Alessandra Ferretti, PhD, è giornalista scientifica e consulente di comunicazione nel settore medico-sanitario. Ha collaborato con diverse testate nazionali e internazionali su temi di economia, politica e sanità. Dal 2001 scrive per il Gruppo Sole 24 Ore, dove si occupa di tematiche mediche per le pagine specialistiche di Sanità 24. È responsabile dell’organizzazione di eventi e congressi medico-scientifici su tutto il territorio nazionale. Con Aliberti ha già pubblicato Si chiama cancro. Smettiamo di avere paura, 2019.

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