Lettera a Bearzot – Darwin Pastorin

 

Il Vecio, Pablito, il Mundial ’82 e altri incantesimi

Prefazione Alessandro Di Nuzzo

 

 

Quarant’anni dall’indimenticabile notte del Bernabeu.
Una lettera “a cuore aperto” a Enzo Bearzot, il Vecio: l’artefice numero uno del trionfo mondiale del 1982.
Un viaggio a ritroso nel tempo e nella nostalgia, dal Brasile a Torino, fino alla notte di Madrid. Il ritratto di un uomo sincero, dalla schiena dritta, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di seguire i propri ideali ed essere fedele ai suoi valori.
Un grande italiano di ieri, che avremmo tanto bisogno di avere ancora qui, oggi, in questo presente smarrito.

 

 

Darwin Pastorin è nato a San Paolo del Brasile nel 1955. Figlio, nipote e pronipote di emigranti veneti. Giornalista. Narratore di storie calcistico-letterarie. Suo figlio si chiama Santiago per il pescatore de Il vecchio e il mare di Hemingway. Ha un blog su Huffington Post. È cittadino onorario di Nichelino (TO) e membro del Comitato Scientifico del Museo della Juventus (JMuseum). Da ragazzo giocava centravanti.

 

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Diego da Buenos Aires – Claudia Sapegno

Con una nota di Darwin Pastorin e con la postfazione di Pierangelo Sapegno

 

 

«È fantastico ricordare il passato quando vieni da molto in basso e sai che tutto quello che sei stato, che sei e che sarai non è altro che lotta».

Con la sua scomparsa, Diego Arman­do Maradona esce dall’Olimpo dei miti dello sport per entrare definitiva­ mente in quello dei grandi della nostra contemporaneità. Adesso è consegna­to alla Storia, con la sua grandezza e le sue miserie, le imprese e le cadute, il bene e il male che ha incarnato. Una vita come la sua non può ridursi a una semplice biografia sportiva. Se è vero, come diceva Pasolini, che il capocanno­niere è alla stregua di un grande poeta, Maradona è stato un artista nel senso più ampio del termine, paragonabile ai grandi “maledetti” del Novecento. Questo libro vuole restituire l’unicità della vicenda umana di Diego, trat­tandola come avrebbe fatto uno stori­co classico, uno Svetonio con uno dei suoi Cesari.
Una biografia breve e in­cisiva, e in parte romanzesca. Non per inventare episodi o situazioni – perché la vita di Maradona non ne ha certo bi­sogno – ma per restituire, attraverso i dialoghi e il racconto delle scene, quel­la che è la qualità letteraria di questa vicenda incredibile, che sembra uscita dalla fantasia di un romanziere. Se non fosse vera. La vera e fantastica vita di Diego da Buenos Aires.

 

«Dimmi che non è vero, Dieguito. Che è un’altra tua trovata, per farti beffa del mondo. Dimmi che stai ridendo, ballando, palleggiando un’arancia. Dimmi che stai danzando, ebbro e felice, tra i tuoi sogni e le tue nostalgie».

Dalla nota di Darwin Pastorin

 

 

Claudia Sapegno, docente di Lettere, lavora anche come traduttrice e ha collaborato alla stesura di vari testi per editoria scolastica. Con Aliberti ha pub­blicato Finalmente mi bacia davvero.

Darwin Pastorin, giornalista e narratore di sto­rie calcistico­letterarie, ha un blog su «Huffington Post». È presidente ono­rario dell’FC Ivrea 1905 ed è membro del Comitato Scientifico del Museo della Juventus.

Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore, lavora a «La Stampa» come opinionista. È au­tore, insieme a Pierdante Piccioni, del bestseller Meno dodici (Mondadori) dal quale nasce la fortunata serie tv Rai Doc. Nelle tue mani.


 

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JUVE – NAPOLI – Romanzo popolare

da Redazione

«Questo libro piacerà anche ai non amanti del pallone. Perché, in queste pagine, si parla di vita, di sogni, di illusioni, di conquiste, di avventure, di letteratura. Idealmente abbracciamo il nostro faro Osvaldo Soriano, il narratore argentino che da ragazzo, in Patagonia, giocò centravanti, dove gli stopper avevano facce da assassini e scendevano in campo, non metaforicamente, con il coltello tra i denti. Il magnifico Gordo scrisse che “sono così le storie di calcio: risate e pianti, pene ed esaltazioni”. Esattamente come la vita».

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