I cantastorie di Marrakech – Tahar Ben Jelloun, Marco Alloni

Dialogo sulle radici, l’identità migrante, il razzismo, l’impegno, la scrittura

 

 

«Io parto dal principio che una civiltà, o una cultura, sia infatti qualcosa di fluido. Qualcosa che attraversa le frontiere senza passare da alcun tipo di dogana. E che si va talvolta a installare nella mentalità e nello spirito delle persone a loro stessa insaputa. Dunque non si può parlare di scontro o di conflitto fra civiltà: soprattutto se consideriamo che le civiltà non sono mai dei blocchi di cemento ma piuttosto come un fiume o un’acqua che circolano da una parte all’altra del mondo. E si mostrano, presso alcuni, con grande intensità, agendo, su altri, con molta meno intensità.
Questa è d’altronde la ragione per cui siamo tutti depositari di diverse civiltà, non di una sola, come siamo custodi di diverse culture e non di una soltanto».
Tahar Ben Jelloun

Per chi voglia scoprire o approfondire la figura di Tahar Ben Jelloun – citato anche in una serata di Sanremo 2022, con un brano tratto da Il razzismo spiegato a mia figlia – non c’è niente di meglio che affidarsi a questo libro: un dialogo con Marco Alloni avvolto nelle atmosfere di Tangeri, quasi una confessione a cuore aperto, in cui lo scrittore ripercorre uno a uno i momenti-chiave della sua esistenza. L’infanzia tra Fès e Tangeri, l’opposizione alla monarchia marocchina, la prigione.
Il trasferimento in Francia, i lunghi anni di impegno civile come editorialista di «Le Monde». E contemporaneamente la scoperta del cinema, lo studio sociologico e antropologico del fenomeno emigrazione, la passione per la scrittura. E soprattutto il razzismo: quello interno alla società francese e quello che nei decenni si è andato diffondendo lungo la spina dorsale dell’intera Europa. Il tutto è attraversato da un senso lirico di nostalgia per l‘amato Marocco, le pieghe della sua società misteriosa e sensuale. Un Islam molto diverso da quello divulgato negli ultimi anni dai nostri media, e invece vissuto (o rivissuto) attraverso le antiche tradizioni popolari, la magia e il sufismo. I cantastorie di Marrakech, dunque: come simbolo di una memoria del passato che sola può offrire lo slancio verso la modernità, verso il futuro.

 

 

 

Tahar Ben Jelloun nasce a Fès, nell’allora Marocco francese, nel 1944. Con il Premio Goncourt, assegnatogli per Notte fatale nel 1987, è divenuto lo scrittore straniero francofono più conosciuto in Francia e l’autore in lingua francese più tradotto al mondo. Creatura di sabbia e Notte fatale sono stati tradotti in quarantatré lingue. Per Il razzismo spiegato a mia figlia (un bestseller di oltre 400.000 copie) gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite il Global Tolerance Award.

Marco Alloni (1967), scrittore, vive da molti anni a Il Cairo. Collabora con diverse testate tra le quali «Micromega», «Nazione Indiana», «Il Fatto Quotidiano» e «Il Corriere della Sera». Per l’editore Aliberti ha curato la collana Dialoghi. Fra i suoi interlocutori: Antonio Tabucchi, Marco Travaglio, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, Furio Colombo, Gian Carlo Caselli, Amos Luzzatto, Corrado Augias, Claudio Magris e Margherita Hack. Ha pubblicato, inoltre, il romanzo “Shaitan” e i saggi “Ho vissuto la rivoluzione”, “Egitto o morte”.
Per Aliberti compagnia editoriale è autore di Leggere il Corano nel deserto (intervista a Khaled Fouad Allam), Comportati come se fossi felice (intervista a Claudio Magris) e del saggio Il cattivo infinito.Capire Isis.

 

 

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Come saremo dopo – Marco Alloni

Quaranta piccole prose ciniche per guardare il Virus negli occhi

 

 

«Quasi mi compiaccio» sussurra il nefando intellettuale «che il Virus e Isis ci ricordino che bisogna tornare indietro»
Marco Alloni

Ci sono persiane dietro cui spiare gli untori e balconi da cui urlare la propria appartenenza sulle note dell’Inno di Mameli. C’è una società fatta di sudditi, di chi somministra vaccini e di chi somministra consigli. C’è una stanza in cui La diceria dell’untore di Bufalino diventa un porta-mascherine e Cecità di Saramago si converte in uno stuzzicadenti. E c’è infine un Giudizio Universale in cui a troneggiare non è il Redentore ma l’Uomo edotto dalla massa di informazioni del web.
C’è tutto questo e molto altro e c’è il terribile sospetto che “dopo” saremo come e peggio di “prima”.
In un manifesto dedicato al “pensare a pensare”, Marco Alloni stila quaranta piccole prose ciniche che si alternano tra loro come fotografie con i rispettivi negativi.

L’autore affida a te, lettore, la scelta di cosa leggere e cosa fare di questa raccolta: riflettere sul Virus che ha fermato un mondo isterico o usarla come arma contundente del pensiero contro le tentazioni della sudditanza.

 

Marco Alloni (1967), scrittore, vive da molti anni a Il Cairo. Collabora con diverse testate tra le quali «Micromega», «Nazione Indiana», «Il Fatto Quotidiano» e «Il Corriere della Sera». Per l’editore Aliberti ha curato la collana Dialoghi. Fra i suoi interlocutori: Antonio Tabucchi, Marco Travaglio, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, Furio Colombo, Gian Carlo Caselli, Amos Luzzatto, Corrado Augias, Claudio Magris e Margherita Hack. Ha pubblicato, inoltre, il romanzo “Shaitan” e i saggi “Ho vissuto la rivoluzione”, “Egitto o morte”.
Per Aliberti compagnia editoriale è autore di Leggere il Corano nel deserto (intervista a Khaled Fouad Allam), Comportati come se fossi felice (intervista a Claudio Magris) e del saggio Il cattivo infinito.Capire Isis.

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Se ti spiegassi la scienza? – Marco Alloni e Giulio Giorello

 

Marco Alloni dialoga con Giulio Giorello.

Giulio Giorello non disdegnava di confrontare il proprio pensiero di filosofo con quello di qualunque altro essere umano. Ne è una conferma questo volume in cui, dialogando con Marco Alloni, demolisce i preconcetti accademici e chiede riflessione sul senso a chiunque sia in grado di proporla. Giorello riconosce che oggi “la filosofia si annida proprio nelle pieghe della scienza” e invita a far propria la parola-chiave: sospetto. Sospettare di tutto, con radicalità, scardinare tutti i dogmatismi. Questa è la sola ultima via possibile che la filosofia ci aiuta ad intraprendere per rendere l’uomo libero in sé stesso e per sé stesso.

 

Marco Alloni (1967), scrittore, vive da molti anni a Il Cairo. Collabora con diverse testate tra le quali «Micromega», «Nazione Indiana», «Il Fatto Quotidiano» e «Il Corriere della Sera». Per l’editore Aliberti ha curato la collana Dialoghi. Fra i suoi interlocutori: Antonio Tabucchi, Marco Travaglio, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, Furio Colombo, Gian Carlo Caselli, Amos Luzzatto, Corrado Augias, Claudio Magris e Margherita Hack. Ha pubblicato, inoltre, il romanzo “Shaitan” e i saggi “Ho vissuto la rivoluzione”, “Egitto o morte”.
Per Aliberti compagnia editoriale è autore di Leggere il Corano nel deserto (intervista a Khaled Fouad Allam), Comportati come se fossi felice (intervista a Claudio Magris) e del saggio Il cattivo infinito.Capire Isis.

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