Uscire dal tunnel – storia di Francesca.

di Kristina Aliberti 

Francesca è una ragazza di 19 anni che è uscita da un vortice che la stava risucchiando e che la stava portando via dal resto del mondo: l’anoressia. Prima di scrivere l’intervista vorrei dire che l’anoressia non è un capriccio, non è un problema stupido. L’anoressia è una vera e propria malattia mentale che ha degli effetti devastanti su mente, corpo e psiche. Uscirne è possibile, certo è difficile, ma essenziale.

Quanti anni hai e quando è cominciato tutto?

Adesso ne ho 19, avevo 15 anni quando ho cominciato a dimagrire.

Un percorso lunghissimo… Cosa ti ha spinto a cominciare a dimagrire?

Subito la boxe, poi mi sono ammalata mentalmente.

Prima l’hai fatto perché dovevi rimanere nella tua categoria di peso e poi le cose sono precipitate?

Esattamente!

C’è stato qualcosa che ti ha fatto precipitare? Quando succedono queste cose c’è un motivo ben preciso o ci sono tante cause?

Un po’ di tutto sinceramente… A volte ci penso e cerco di capirci qualche cosa anche io… Forse per sentirsi più apprezzate e più capaci, quando in realtà è solo un nostro sbagliato presentimento.

Quindi ancora oggi non ti dai una risposta?

Certe cose sono troppo complicate… Io non pensavo che la mia mente potesse portarmi a tanto!

E tutto questo ti ha portato a smettere di mangiare?

Si, mangiavo poco o niente, per poi arrivare a mangiare solo porzioni di verdura senza condimenti, né olio, né sale. Bevevo solo tè caldo con dolcificante. La pizza con gli amici era solo sentirsi diversi con la paura addosso.

Dev’essere stata proprio dura… E le persone più vicine a te come si comportavano? E tu come le vedevi?

In quei momenti le persone difficilmente erano in grado di capire e di starmi vicino… Ero complicata da gestire! Posso solo ringraziare mia mamma perché è stata l’unica a cercare di capirmi davvero, a supportarmi e aiutarmi! E anche il mio piccolo Hero (Hero è il nome del suo cagnolino), che mi ha sempre accompagnata a fare lunghe passeggiate, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in qualsiasi momento avessi l’ansia.

E poi come hai fatto a uscirne?

Eh… ahahah… Ci ho messo 3 anni grazie a chi mi ha seguito. Psicologo, psichiatra, nutrizionista, mia mamma. Ero stanca che la gente mi guardasse con occhi diversi.

Posso solo immaginare come possa essere stato difficile… Ma come hanno fatto ad aiutarti? Come ti sono stati vicini?

Mia mamma per esempio pur di far mangiare me, mangiava anche lei, infatti 5 o 6 kg li ha presi per colpa mia!

Che carina! Però ne è valsa la pena!

Già! Soprattutto perché adesso aspetto un bimbo!

Che cosa bella! E il tuo fidanzato che ruolo ha avuto?

Non ero fidanzata allora! Avevo perso qualsiasi interesse.

Quindi vi siete conosciuti quando ne eri uscita?

Qualche mese dopo!

Ci sono state amiche o amici che hanno provato a starti vicino in qualche modo?

Certo! Ivana è la prima, cercava sempre di farmi ridere e farmi uscire nonostante stessi sempre a casa, non mi ricordavo manco cosa significasse ridere e come si facesse! La prima risata è stata dopo due anni, quando ho preso Hero… Sembra ieri… Dopo due anni ho riso e non ne ero capace, nel vero senso della parola. Ero sempre triste e apatica… Non dormivo di notte dalla fame, ma non ho mai avuto il coraggio di alzarmi e mangiare. Contavo ossessivamente le calorie e progettavo cosa mangiare da un giorno all’altro. Mi facevo schemi mentali che mi costringevo a seguire.

E poi come hai fatto ad abbandonare tutto? Il conteggio delle calorie, gli schemi mentali… Immagino che subito ti sembrasse di perdere il controllo… Dove hai trovato il coraggio di tornare a mangiare?

Il controllo l’ho perso davvero, ho cominciato a mangiare tutto quello che trovavo, anche le cose che non mi piacevano, dolce e salato insieme. Questo mi faceva sentire ancora più persa di quello che già ero… Poi piano piano mi sono stabilizzata. Alla fine le persone possono stare vicino e aiutarti, ma sei tu che devi reagire!

E quando ti sei resa conto che era il momento di reagire?

Ho sempre saputo che avrei dovuto reagire prima o poi, però era più semplice continuare a vivere in quella specie di schiavitù mentale, un po’ per abitudine, un po’ perché il cambiamento mi avrebbe spaventata. Sono arrivata a pesare 40 kg per 1.80 di altezza.

Mamma mia. Immagino che ti sentissi male oltre che psicologicamente anche fisicamente… Quindi hai dovuto mollare la boxe per un periodo?

Ho lasciato la boxe proprio quando ero allo stremo! Era una mia passione, avrei dovuto partecipare alle nazionali!

Ti capisco, lasciare dev’essere stato devastante… Poi hai ricominciato?

Eh purtroppo si, cambiai palestra perché non riuscivo più ad andarci perché mi venivano dei flashback brutti, poi mi sono trovata male e ho smesso. Anche perché ho conosciuto il mio ragazzo e siamo andati a convivere insieme in un altro paese.

Non dev’essere stato facile. Con la scuola invece come hai fatto?

La scuola l’ho lasciata… Stavo male, psicologicamente proprio.

Capisco… Ora invece come ti senti? Com’è stato uscire da tutto questo?

Un sollievo!!!

E ora, se ripensi a quello che ti è successo, cosa pensi?

Al male fisico e psicologico che mi sono fatta.

Cosa vorresti dire alle ragazze che vorrebbero cominciare a dimagrire e che non si sentono bene con sé stesse?

Che qualche chilo in più è un conto, 30 kg è un altro! E non ne vale la pena, è proprio in quei momenti che mi sono accorta del dono che fosse vivere!

Grazie!

Ma figurati!

Spero che la storia di Francesca possa essere di aiuto e conforto a chi in questo momento è in difficoltà, che possa essere fonte di ispirazione, perché chi è uscito da situazioni simili è davvero un esempio di forza e coraggio. Ringrazio di cuore Francesca per aver condiviso la sua storia e avermi dato la possibilità di scriverla.

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